Dottordog vi ricorda che la del metodo di addestramento non deve essere arbitraria, ma frutto del parere di un professionista che consiglierà il proprietario tenendo in considerazione la peculiarità della razza del cucciolo, la sua dominanza e la sua “malleabilità”.

Il metodo tradizionale di addestramento del cane è da sempre basato su tre criteri: la ripetizione, la gratificazione e la punizione.

Un tempo per punizione si intendeva la punizione corporale. Oggi per punizione si intende sgridare il cucciolo quando fa qualcosa di vietato. Nel sistema tradizionale i tre criteri vengono applicati in modo paritetico. Il comportamento giusto viene premiato. La ricompensa viene data alla fine di ogni esercizio eseguito in modo corretto e può essere un complimento o un bocconcino.

In questo modo il cucciolo associa l’azione richiesta alla ricompensa e attraverso il meccanismo della ripetizione memorizzerà per sempre che eseguire i comando richiesto è per lui fonte di piacere.

Il comportamento vietato viene punito all’istante sgridando il cucciolo. La punizione ha lo scopo di inibire psicologicamente un’azione negativa. Il cucciolo in tal modo assocerà un ricordo negativo ad ogni comportamento negativo e tenderà a non ripeterlo di nuovo.

L’immediatezza è indispensabile perché dopo qualche secondo dalla fine di un’azione il cucciolo la dimentica, quindi se viene sgridato 10 secondi dopo non riuscirà ad associare l’azione negativa alla punizione.

Il criterio della ripetizione è alla base di ogni sistema educativo e consente di testare la velocità di apprendimento del cucciolo. Richiede pazienza e dedizione e mira a consolidare la memorizzazione dei comandi impartiti.

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